Immigrazione non è inevitabile: Vannacci sostiene che l’immigrazione irregolare non sia un “fato” a cui arrendersi, ma un fenomeno controllabile. Cita esempi come Australia e Giappone, che hanno “azzerato” l’immigrazione illegale senza violare i diritti umani, attraverso politiche “muscolari” e democratiche. Secondo lui, solo in Occidente si tollera come fatalità, mentre nel resto del mondo è bloccata.Immigrazione non è inevitabile: Vannacci sostiene che l’immigrazione irregolare non sia un “fato” a cui arrendersi, ma un fenomeno controllabile. Cita esempi come Australia e Giappone, che hanno “azzerato” l’immigrazione illegale senza violare i diritti umani, attraverso politiche “muscolari” e democratiche.
Secondo lui, solo in Occidente si tollera come fatalità, mentre nel resto del mondo è bloccata.Roberto Vannacci ha espresso in modo chiaro e ripetuto le sue convinzioni sull’immigrazione, tema centrale della sua visione politica. Per lui l’immigrazione di massa rappresenta una minaccia grave per l’identità italiana e europea. Non la considera un fenomeno inevitabile, ma un processo controllabile con politiche decise e rigorose.

L’ex generale critica duramente l’approccio attuale, definito “scellerato” e sostenuto da sinistra e buonisti. Secondo Vannacci, tollerare flussi incontrollati porta a insicurezza, criminalità e erosione delle tradizioni. Cita esempi di città come Modena, un tempo sicure, oggi trasformate da una gestione fallimentare dell’immigrazione.

Nel suo manifesto per Futuro Nazionale, partito fondato nel 2026 dopo la rottura con la Lega, Vannacci scrive che l’immigrazione di massa sgretola la compattezza di una civiltà. Anche quando non criminale, impone convivenze forzate tra persone con storie, abitudini e religioni diverse, annacquando l’identità nazionale.

Le tradizioni italiane, radicate nel diritto romano, nel cristianesimo e nella filosofia greca, non sono negoziabili né diluibili. Vannacci insiste sul fatto che la solidarietà sociale si frantuma quando si accolgono numeri eccessivi e insostenibili di individui non assimilati.
La soluzione principale proposta è la remigrazione, termine che ha sdoganato in Italia. Non la considera un valore in sé, ma uno strumento politico necessario per rimediare a politiche immigratorie fallimentari degli ultimi decenni.
Per chi non si integra e non si assimila, la remigrazione diventa inevitabile. Vannacci la vede come rimpatrio, anche forzato, di irregolari, criminali o chi rifiuta le regole del paese ospitante. Include incentivi per ritorni volontari, come compensi economici.
Cita l’esempio degli Stati Uniti sotto Trump, dove milioni sono rientrati volontariamente o coattamente. Secondo lui, questo metodo funziona e può essere applicato in Europa per ridurre i flussi e ripristinare l’ordine.
Vannacci collega l’immigrazione incontrollata a fenomeni negativi come l’aumento di stupri, furti e aggressioni. Accusa le ONG di facilitare sbarchi e la sinistra di lucrare sull’accoglienza, creando un business sull’immigrazione clandestina.
Nel contesto demografico, avverte di un rischio estinzione della popolazione italiana nativa. Senza assimilazione, gli immigrati formano comunità separate che, ottenendo diritti di voto, favoriscono ulteriori arrivi, creando un circolo vizioso pericoloso.
Per Vannacci, l’immigrazione deve essere selettiva e regolata. Può essere benvenuta per motivi economici o demografici, ma solo con visti regolari e integrazione reale. L’irregolarità va eliminata variando condizioni che scoraggiano partenze.
Critica il multiculturalismo come fallimento. Non vuole una società multirazziale che diluisca i tratti somatici e culturali italiani. Ha fatto commenti controversi su atleti come Paola Egonu, non rappresentanti dell’identità nazionale tradizionale.
L’immigrazione incontrollata favorisce islamizzazione e jihadismo, secondo Vannacci. Lega flussi a terrorismo, insicurezza urbana e voto etnico che altera equilibri politici. Propone blocchi immediati ai confini e espulsioni rapide per aggressori.
Nel suo partito Futuro Nazionale, la difesa dei confini è pilastro fondamentale. Vannacci vuole un’Italia sovrana, sicura e prospera, esclusiva per i suoi cittadini. Priorità ai problemi interni come sicurezza e pensioni, non a spese per immigrati.
Critica l’Unione Europea per politiche pro-immigrazione, come il Trattato di Dublino e il Green Deal. Vuole riforme radicali per bloccare flussi e tutelare identità nazionali. L’UE è vista come fallimento su questo fronte.
Vannacci distingue tra immigrati assimilabili e chi rifiuta l’integrazione. Solo i primi possono restare, gli altri devono tornare. La cittadinanza è privilegio da conquistare, non diritto automatico da regalare.
Le sue posizioni polarizzano il dibattito. Da un lato, sostenitori lo vedono come voce realista contro ipocrisia politically correct. Dall’altro, oppositori lo accusano di razzismo e xenofobia, paragonando remigrazione a deportazioni di massa.
Nel lancio di Futuro Nazionale a Modena, Vannacci ha ribadito che remigrazione è mezzo per porre rimedio a immigrazione scellerata. Ha attirato folle, mostrando consenso tra chi teme cambiamenti demografici rapidi.
Il generale insiste su orgoglio identitario. L’Italia deve tornare a essere paese esclusivo, innamorato della propria vita e tradizioni. Non accetta compromessi su identità, radici e sicurezza.
In conclusione, Vannacci vede l’immigrazione come sfida epocale. Senza azioni decise come remigrazione e chiusura confini, l’Italia rischia di perdere se stessa. La sua battaglia è per preservare civiltà occidentale prevaricatrice e orgogliosa.
Queste idee, espresse in interviste, manifesto e comizi, definiscono un approccio radicale. Vannacci non arretra davanti a critiche, convinto che solo così si salvi il futuro nazionale. La sua voce continua a dividere, ma non lascia indifferenti.